FAMI CIR

Progetto testimonials

Storie di vite, storie di migranti, storie di uomini e donne che ce l’hanno fatta, che sono riusciti a realizzare i loro sogni. Il CPIA di Terni negli anni è stata l’occasione per molto cittadini stranieri di trovare nuove opportunità, di iniziare una nuova vita in Italia. Abbiamo deciso di raccogliere e di raccontare queste storie di successo, dando voce diretta ai protagonisti. Le testimonianze sono importanti, perché ci aiutano a comprendere fino in fondo.

Intervista a Soykat Mohamed

Cosa hai provato quando sei arrivato in Italia per la prima volta?

Sono arrivato dal Bangladesh nel 2009. Era strano, non capivo l’italiano, non lo parlavo. Sono venuto a Terni, perché conoscevo un ragazzo che poteva aiutarmi.

Come sono stati i primi tempi?

I primi mesi non sono stati molto facili. Lavoravo, ma avevo solo 16 anni. Poi ho sono arrivato in una casa – famiglia, attraverso la quale ho avuto la possibilità di andare a scuola, al CPIA di Terni.

La scuola per te è stata importante?

Molto importante. Dopo un percorso di livello A2, ho cominciato a frequentare la terza media. Tutto questo mi ha aiutato molto. Studiavo anche in casa – famiglia, fino alle 3 della notte. La professoressa Enza è diventata un mio punto di riferimento, perché mi spingeva ad imparare ed io seguivo i suoi consigli. La mia materia preferita era l’inglese, perché lo parlavo.

Dopo la terza media cosa hai fatto?

Ho frequentato un corso di formazione di 200 ore per diventare macellaio. Ho fatto poi delle ore di tirocinio presso una macelleria di Terni e a poco a poco mi sono inserito nel mondo del lavoro. All’inizio mi capitava di cambiare spesso datore di lavoro, ma potevo fare sempre il lavoro per cui mi ero formato. Poi il momento più importante: ho ottenuto un posto di macellaio in un grande centro commerciale!

Ora sei soddisfatto della tua esperienza in Italia?

Sì, sono molto soddisfatto. Sono sposato e con il mio stipendio riesco a mantenere mia moglie e i due miei figli. Ho 28 anni e sono riuscito a fare molte cose importanti.


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I riferimenti normativi sull’orientamento

In Europa la tematica dell’orientamento scolastico sta assumendo via via particolare importanza, non solo in quanto tema a se stante, come fondamentale per la scelta da compiere riguardo alla scuola da seguire o al percorso professionale da portare avanti. La questione è essenziale anche perché un adeguato orientamento è molto rilevante per combattere il fenomeno della dispersione scolastica.

La Direttiva Ministeriale n.487 del 1997 ha previsto uno spazio e un ruolo determinante per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. Il documento ha infatti stabilito che l’orientamento scolastico sia parte integrante del processo educativo e formativo fin dalla scuola dell’infanzia.

Con la Circolare Ministeriale n.43/2009, sono state fornite le prime Linee guida nazionali per l’orientamento permanente. Le nuove linee guida sono state emanate con la nota prot.n.4232 del 19 febbraio 2014.

In quest’ultimo documento si fa riferimento esplicito: ad un orientamento “centrato sulla persona e sui suoi bisogni, finalizzato a prevenire e contrastare il disagio giovanile e favorire la piena occupabilità, l’inclusione sociale e il dialogo interculturale”.

Molto interessante è l’apposito sito ministeriale dedicato all’orientamento, che si trovare a questo link: Io scelgo, io studio, dove si possono trovare anche storie di ragazzi che hanno affrontato il tema dell’orientamento scolastico e professionale.

I progetti di vita

Sul sito Nuvole di Sogni, realizzato insieme ai ragazzi del CPIA di Terni, sono stati descritti alcuni progetti di vita, di cui riportiamo alcuni esempi significativi:

Nel mio futuro vorrei continuare a studiare, perché mi piacerebbe lavorare qua in Italia, anche se la mia famiglia è in Africa, insieme a mio fratello e a mia sorella.
Mi piacerebbe lavorare come barista oppure nella ristorazione, per preparare pizza, caffè, Coca-Cola, cocktail, kebab.
Quando non studio e non lavoro, vado a giocare a pallone con i miei amici, ascolto la musica e mi piace ballare.
Dal Paese in cui vivo aspetto la possibilità di avere i documenti, perché senza permesso di soggiorno non potrei trovare lavoro.

Vorrei essere uno chef, per avere soprattutto la possibilità di aiutare la mia famiglia e non farla soffrire per problemi finanziari. In questo modo credo che io possa raggiungere il mio sogno.
Un giorno vorrei avere un mio ristorante. Mi piacerebbe che le persone amassero tutti i piatti che potrei cucinare.

Quando riuscirò ad avere il documento, andrò a vivere a Roma. Voglio trovare un lavoro, perché lavorare mi piace tanto. Mi piacerebbe lavorare in un supermercato e diventare il responsabile di una catena di supermercati.

Il mio sogno è lavorare come meccanico. Un altro lavoro che mi piace è l’educatore.
La mia principale passione è il calcio. Mi piacerebbe diventare un bravo calciatore in Italia, perché vorrei essere come i miei modelli, Totti e Pirlo. Lo stile di vita degli Italiani mi piace troppo.


Il progetto RE.V.ITA. (rete ritorno volontario Italia) si occupa di fornire supporto ed aiuti a chi vuole tornare nel proprio Paese di origine.

Il programma prevede:

  • colloquio individuale prima della partenza
  • assistenza per il rilascio del documento di viaggio
  • copertura dei costi di viaggio
  • contributo economico in contanti alla partenza
  • contributo economico in beni e servizi nel Paese di origine, per facilitare il tuo inserimento socio-lavorativo

Per ricevere informazioni e assistenza puoi chiamare il numero verde gratuito 800 200071

SCARICA IL FILE PDF DEL PROGETTO

Allegati

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    16.10.2019

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